Titolo Proprio: Oenanthe [Culbianco] con pianta di oenanthe
Autore: Cristoforo Coriolano
Soggetto: Animale
Identificativo: 35 [3] 16-A II.240
Collocazione: p. 763
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F39(CULBIANCO)
Datazione Stimata: 1600
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 8,6 x 14,5
Tag: uccello , coda , cul blanc , podice

Descrizione:

L'illustrazione raffigura un uccello comunemente osservato nelle campagne bolognesi, chiamato Cul bianco, denominazione che, come nel caso dell'esemplare presentato nell'immagine precedente, fa riferimento al candore del podice, ossia della regione sottocaudale.
Si tratta di un uccello leggermente più piccolo del precedente, ma più grande di un passero. La testa, il collo, il dorso, le copritrici minori delle ali, il petto e il ventre presentano una colorazione che sfuma dal rossiccio al giallognolo, più intensa sul dorso e più tenue sul petto. Gli occhi sono neri e dietro di essi si trova una macchia oblunga, anch'essa nera, dalla forma vagamente semilunare. Il becco è piuttosto lungo, sottile e nero; le penne remiganti delle ali sono nere, con le estremità tendenti al giallastro.
Nella xilografia l'uccello è raffigurato accanto a una pianta di oenanthe, il cui nome deriva dal greco oînos («vino») e ánthos («fiore»). Secondo la tradizione, l'ingestione della pianta in piccole quantità avrebbe provocato un'alterazione dello stato mentale simile all'ebbrezza. La pianta condivide il medesimo nome attribuito all'uccello da Aristotele; secondo Agostino Nifo (1470-1538), tale denominazione derivava dalla somiglianza del colore del piumaggio con quello dei grappoli d'uva.

Note:

Immagine aderente


Bibliografia:

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